Hoi An, una perla dell’asia

 DI GIANRIGO MARLETTAResume_Gianrigo_ita.html
 
 

Come si entra a Hoi An si ha l'impressione di aver raggiunto un'altra città vietnamita priva di particolare personalità e tipica caratteristica.

Lunghe strade grigie coperte da negozietti di varie cianfrusaglie utilitarie e venditori di cibo putrido si aprono di fronte allo sguardo di chi, arrivando, guarda fuori dal finestrone del pullman che pian piano entra nel parcheggio della stazione. Il solito traffico fatto dalle solite motorette rumorose combinate alle solite terribili luci a neon non sembrano nascondere alcun insolito segreto. Hoi An così appare come un'altra città vietnamita priva di anima. Ma se siete sognatori, anime romantiche o semplicemente viaggiatori in cerca d'arte sarete presto riempiti da una gioia immensa quando, per sbaglio, imboccherete la stradina che conduce alla via del fiume. Nessuna droga è stata messa nel vostro pranzo né siete di fronte al set di un film, avete semplicemente fatto un passo indietro, nell'antico passato asiatico dove tutto, da una lanterna ad una palazzina, da un ponte ad una barca, sembra magico e misterioso.

Non toccata miracolosamente dalle bombe della guerra americana ed invariata dalle riforme architettoniche comuniste, la bellezza e l'atmosfera di Hoi An sono rimaste quasi identiche al lontano XV secolo, quando questo porto era all’apice della prosperità ed al centro di tutti i traffici commerciali del Mar del Sud della Cina. Bellissimo è perdersi nei vicoletti e farsi avvolgere dalla fragranza dell'antico legno di cui gran parte delle case in stile cinese son fatte. Gli occhi di chiunque gradiranno il fatto che nessuna lampada a neon disturba la quiete pace notturna, ma che tantissimi lumini semplici e fatti di carta, posti qua e là, illuminano la via con la loro luce delicata e colorata. I templi, anch'essi in legno, distribuiscono nell'aria il fumo piacevole degli incensi dando un tocco di profonda spiritualità ad un' atmosfera già satura di magia. Barche ancora vengono usate al posto dei ponti ed i barcaioli, che indossano i loro tipici cappelli a cono fatti di carta di riso, sorridono ad ogni passante, spesso mostrando loro l'unico dente rimastogli in bocca. Lo shopping sembra essere la principale cosa da fare, ma anche tale semplice e banale attività turistica, qui ad Hoi An, è trasformata in profonda ispirazione per l'anima. Disegni in inchiostro di china o in acrilico, in carboncino o acquarello, rappresentano l’incantevole e semplice stile di vita orientale e l'unica cosa che verrebbe da fare è comprarne uno e magicamente saltarci dentro per viverci per sempre. Alternate a queste botteghe d'arte, appaiono le venditrici di lanterne con i loro prodotti di infiniti colori e misure, gli scultori del legno che lavorano e vendono i loro grandi, medi o piccoli Buddha ciccioni e sorridenti e le sarte, pronte a creare qualsiasi vestito per qualsiasi taglia e gusto. Hoi An è un gioiello, una perla nell'oceano di quest'Asia sempre più materialista, dove i pittori possono ancora trovare particolari nascosti da scoprire e gli scrittori possono perdersi con l'immaginazione nell'antica e romantica brezza che soffia senza fine. Qui dove il numero delle biciclette è più grande di quello dei motorini e i palazzi non più alti delle palme, non serve qualcosa da fare, basta solo aprire il cuore e semplicemente... essere.