di Gianrigo Marletta
di Gianrigo Marletta
Il battello del tempo da Mandalay a Bagan
Se mai ci si chiedesse come vissero i nostri antenati nel medio evo, nel rinascimento o un secolo fa, basta venire qui. 2007-1907 non è cambiato molto da queste parti. A parte la quantità eccessiva di buste di plastica che i birmani, ma gli asiatici in generale, usano per contenere qualsiasi cosa e che disperdono nell’ambiente a termine d’uso ed il rumore assordante dei claxon, che forse a quei tempi erano più tenui, sembra essere rimasto tutto come allora. In un secolo di enormi cambiamenti storici, scientifici e tecnologici le variazioni nello stile di vita di queste persone sono mutate appena.
Il sole si è alzato appena venti minuti fa. La pioggia invece da ore non smette di cadere. Avremmo dovuto salpare alle 5:30. Sono le sei ed ancora siamo strettamente legati alla banchina. Bagan dista quindici ore di viaggio, con la corrente a favore, lungo il fiume Irrawaddy. L’imbarcazione non è altro che un ammasso di ferraglia sporca ed arrugginita. Su entrambi i piani, seduti sul pavimento di legno, migliaia di persone mangiano, dormono, aspettano, parlano, osservano, come un tappeto umano. Se solo uno volesse alzarsi per sgranchirsi le gambe …. Si salpa!