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Laos: il mistero della piana delle giare

In un atmosfera fatta di preistoria mista a recente attivita' bellica, la valle delle giare conduce gli animi a rifuggiarsi dietro la sua bellezza ed a rintanarsi nella suggestiva meraviglia delle sue pianure.

Phonsavan 10.03.07 La stagione secca e' ormai agli sgoccioli e la vegetazione insieme alla popolazione sembra sopportare a stento tanta mancanza d'acqua. Il Laos con le sue palafitte di legno, i bambini giocosi e sorridenti e le strade raramente asfaltate si presenta caldo nel clima ma anche nell' anima. La fierezza e gentilezza della gente che sembra appena in questi anni uscir fuori dalle pene che hanno messo il loro paese nel primato tra quelli piu' bombardati del pianeta, accoglie i visitatori con un gesto delicato di benvenuto rendendo la visita ad ogni viaggiatore piacevole ed indimenticabile. I segreti da scoprire risalendo dalla capitale Ventiane passando per Vang Vieng e Luang Prabang sono infiniti, ma uno dei piu' antichi, unici e misteriosi e' quello che si troiva qui, a mille metri di altitudine ed a soli quindici chilomentri dal centro di Phonsavan: la piana delle giare.
Risalendo un sentiero marcato da piastrelle che ne indicano la sicurezza, data dalla mancanza di mine, si arriva in cima ad una collina ricoperta di erba secchissima. Il panorama che si apre difronte l'osservatore e' quasi surreale. Vastissime valli circondano l'orizzonte giallastro ed arido facendo da sfondo ad uno spettacolo di strani vasi enormi di pietra che spuntano quasi intatti dal terreno appoggiati spesso l'uno all' altro. Delle grandi fosse dapprima appaiono come scavate dall' uomo per ricavarne la terra, ma poi, notandole tutte in fila ad intervalli regolari, si capisce che sono crateri creati dalle bombe dei B-52 che hanno cosi' pesantemente bombardato quest'area nel corso della guerra americana contro il Vietnam. Dei cartelli infilati al centro di ogniuno di questi buchi confermano tale teoria. Il mistero delle giare dunque viene avvolto da una macabra atmosfera fatta di reperti, bombe, mine e guerra.
Una delle teorie ora piu' avanzata e' quella che questi vasi giganteschi alti fino a tre metri, risalenti a circa duemila anni fa, funzionassero da sarcofagi. A reggere quest' idea che prevale sulle altre che li sostengono contenitori per la fermentazione del vino o per la conservazione del riso, sono dei resti di ossa umane trovati all' interno di alcuni vasi durante il corso delle ricerche che avvennero da parte dell' illustre archeologa francese Madeleine Colani neglia nni '30. In parte distrutte dal tempo, in parte dalle bombe, il segreto di queste giare sta diventando sempre piu' misterioso.
Un progetto iniziato nel 1998 da una collaborazione tra UNESCO ed il goveno laotiano si trova nel pieno dell' attuazione della seconda fase delle tre prefissate. La prima fu quella di creare una mappa satellitare (G.I.S.) dell' intera zona archeologica con lo scopo di segnalare tutti questi UXO (unexploaded ordines, ordigni inesplosi) presenti nell'area ed allo stesso tempo permettere la realizzazione della fase due, cioe' di creare un inventario di tutti i reperti archeologici. La terza fase, quella piu' delicata e decisiva sara' quella della completa rimozione degli UXO. La speranza a seguire e' quella di far diventare questa valle un area turistica sicura ed accogtliente con l'importante e primario compito per lo sviluppo economico di questo paese stravolto da una poverta' estrema.
In una calda e rilassata atmosfera la piana delle giare nel suo vasto e silenzioso spazio trasmette la sensazione di essere popolata da innumerevoli spiriti: quelli antichi morti in pace e sepolti con rito nelle giare e quelli moderni trucidati dalle bombe pioventi dal cielo.
Basta sapere che non lontano da qui un siluro americano centro' una caverna dove si nascondevano 400 persone che bruciarono vive e quella sensazione diventa ancor piu' viva dando spesso l'impressione di sentire ancora nel vento le urla di tanta innocenza.
L'immaginazione di chiunque, in queste aride pianure, puo' avere infiniti spunti e persino dare
un suo contributo al grande mistero che avvolge questi vasi giganti provando ad azzardare qualche risponsta alle moltissime domande ancora irrisolte: chi li ha costruiti? Quando precisamente? Come li hanno trasportati? E soprattutto, per quale scopo?


G. M.


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